EUPATI per ME – La formazione che arricchisce il Paziente

Angela Azzarello - il ruolo del Paziente Esperto EUPATI

EUPATI per ME

Negli ultimi anni il coinvolgimento attivo dei pazienti è diventato fondamentale non solo dal punto di vista etico, ma anche scientifico e operativo.

Ancora oggi, infatti, solo una piccola percentuale di pazienti oncologici — circa il 6-12% accetta di partecipare agli studi clinici, mentre molti trial di fase II-IV subiscono ritardi a causa di un arruolamento lento.

Questo succede perché esiste ancora una limitata conoscenza della ricerca clinica e, soprattutto, una forte difficoltà nel distinguere informazioni scientifiche affidabili da contenuti poco accurati diffusi online e sui social media.

I pazienti cercano informazioni aggiornate, credibili e comprensibili, ma spesso si trovano poco coinvolti nei processi decisionali che riguardano la propria salute. È proprio in questo contesto che nasce EUPATI, la European Patients’ Academy on Therapeutic Innovation, un progetto europeo nato nel 2012 con l’obiettivo di formare pazienti e caregiver sui processi di ricerca e sviluppo dei farmaci.

In Italia, EUPATI arriva grazie ad ADPEE, l’Accademia del Paziente Esperto EUPATI, una fondazione indipendente senza scopo di lucro che promuove la formazione scientifica dei pazienti e il loro coinvolgimento attivo nella ricerca clinica.

Quando parliamo di “Paziente Esperto”, infatti, non intendiamo semplicemente una persona informata sulla propria malattia.

Parliamo di pazienti e caregiver formati sui processi di sviluppo dei farmaci, sugli studi clinici, sugli aspetti regolatori e sulla farmacovigilanza, capaci quindi di dialogare in modo competente con aziende farmaceutiche, enti regolatori, istituzioni e comitati etici.

L’obiettivo è rendere la ricerca più partecipativa, più trasparente e più vicina ai bisogni reali delle persone. Uno dei concetti chiave è il cosiddetto patient engagement, cioè il coinvolgimento attivo del paziente lungo tutto il percorso di sviluppo terapeutico.

Oggi il paziente non è più visto soltanto come destinatario delle cure, ma come un vero stakeholder del sistema salute.

Coinvolgere il paziente significa migliorare la qualità della ricerca, aumentare la rilevanza degli studi clinici e sviluppare soluzioni terapeutiche più e efficaci e più aderenti ai bisogni concreti delle persone.

EUPATI in Italia è promossa da Accademia del Paziente Esperto EUPATI (ADPEE) in collaborazione con AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco.

Un aspetto particolarmente importante riguarda proprio la qualità della formazione: i materiali didattici vengono revisionati e certificati da AIFA, garantendo così elevati standard scientifici e informativi. Il percorso formativo è molto strutturato e completo.Prevede circa 180 ore di formazione distribuite nell’arco di un anno, con modalità blended che combinano:

  • moduli e-learning,
  • sessioni virtuali,
  • incontri in presenza,
  • test intermedi,
  • e momenti di verifica
  • I partecipanti sono seguiti da tutor dedicati e da docenti provenienti da università, AIFA, Istituto Superiore di Sanità e industria farmaceutica.

Il programma affronta tutto il ciclo di vita del farmaco: dalla scoperta della molecola, alla fase preclinica e clinica, fino agli aspetti regolatori, all’Health Technology Assessment, all’accesso al mercato e alla farmacovigilanza. Vengono inoltre approfonditi temi legati ai dispositivi medici, alle nuove tecnologie e al ruolo del paziente nella ricerca moderna. Ciò che rende particolarmente innovativo questo modello è la forte collaborazione multidisciplinare tra tutti gli stakeholder del settore healthcare:

  • pazienti,
  • associazioni pazienti,
  • università,
  • ricercatori,
  • enti regolatori,
  • istituzioni,
  • aziende farmaceutiche,
  • e professionisti

Questa rete collaborativa dimostra come il coinvolgimento del paziente sia ormai considerato un elemento strategico nell’innovazione terapeutica.

Un esempio molto significativo di questa nuova cultura partecipativa è la campagna di comunicazione “La ricerca siamo noi – Tutti insieme, dalla scienza alla cura”.

Il messaggio della campagna è molto chiaro: la ricerca scientifica non deve essere percepita come qualcosa di distante o riservato agli addetti ai lavori, ma come un percorso collettivo che coinvolge medici, ricercatori, pazienti, caregiver e istituzioni.

Attraverso contenuti digitali, materiali divulgativi e strumenti educational, la campagna vuole rendere la ricerca clinica più accessibile, comprensibile e vicina alle persone. L’obiettivo non è soltanto informare, ma anche creare fiducia, consapevolezza e partecipazione.

Un paziente informato, infatti, è un paziente più coinvolto, più consapevole e più partecipe nelle decisioni che riguardano la propria salute.

In conclusione, EUPATI e ADPEE rappresentano un esempio concreto di evoluzione della ricerca clinica verso un modello sempre più collaborativo e patient-centered.

Il paziente non è più soltanto destinatario delle cure, ma diventa parte attiva del processo di innovazione terapeutica.

Questo approccio può migliorare:

  • la qualità degli studi clinici,
  • la comunicazione tra tutti gli attori coinvolti,
  • l’aderenza terapeutica,
  • e soprattutto la rilevanza clinica delle soluzioni

 

In sintesi, EUPATI dimostra come la collaborazione tra scienza, istituzioni e pazienti possa contribuire a costruire una ricerca più efficace, più sostenibile e realmente centrata sulla persona.

Grazie a tutti per l’attenzione.

Se avete domande o volete approfondire qualche aspetto del progetto EUPATI o del ruolo del paziente esperto nella ricerca clinica, sarò felice di discuterne insieme.

Angela Azzarello – Paziente Esperto EUPATI

 

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