Daniela Cavallaro: impegno nel terzo settore e partecipazione attiva dei pazienti

Da dicembre 2025 fa parte del direttivo di EUPATI Italia.

Articoli, interviste

EUPATI Italia ha da poco rinnovato il suo Consiglio direttivo. Siamo lieti di incontrare uno dei nuovi membri, Daniela Cavallaro, Vicepresidente di AMAF – Associazione Malattie Autoimmuni del Fegato. AMAF è una realtà del terzo settore che opera a livello nazionale per supportare pazienti e familiari, promuovere informazione corretta, tutela dei diritti e dialogo con le istituzioni sanitarie e scientifiche.

Nel 2021 Cavallaro ha conseguito il diploma di Paziente Esperto EUPATI.

L’intervista

D. Daniela, qual è stata la tua esperienza nel terzo settore e cosa ti ha lasciato questo percorso?​

R. Il terzo settore ha rappresentato per me un ambito di crescita continua.

L’esperienza associativa mi ha permesso di entrare in contatto diretto con le persone e i loro bisogni, rafforzando il senso di responsabilità e
di servizio verso la comunità. Come vicepresidente di AMAF ho potuto lavorare in rete con altre associazioni e dialogare con professionisti e istituzioni, valorizzando il ruolo del volontariato come motore fondamentale dell’impegno civico e sociale.

D. Cosa ha rappresentato per te il corso EUPATI e in che modo ha influito sul tuo ruolo di paziente
esperto?​

R.Il corso EUPATI è stato un passaggio fondamentale del mio percorso.

Mi ha fornito conoscenze approfondite sui processi di ricerca clinica, sviluppo dei farmaci e aspetti regolatori, permettendomi di partecipare in
modo più consapevole e strutturato ai tavoli di confronto. Essere un paziente esperto significa oggi poter contribuire con competenza, mantenendo  sempre centrale il punto di vista del paziente.

D. Quali sono i tuoi obiettivi e auspici come nuovo membro del direttivo di EUPATI Italia?​

R. Entrare nel direttivo di EUPATI Italia è per me una grande sfida che intendo affrontare con estrema
responsabilità. Intendo mettere a disposizione dell’associazione l’esperienza accumulata in questi anni nel
terzo settore e nelle attività di volontariato, condividendo competenze, relazioni e buone pratiche.

Il nuovo direttivo si sta già impegnando per dare un nuovo corso alle attività del 2026, lavorando alla definizione di un assetto più operativo e all’arricchimento delle attività formative. Il mio obiettivo è dare un contributo fattivo a questo percorso, sostenendo la crescita dell’associazione e rafforzando una partecipazione dei pazienti sempre più qualificata, consapevole e attiva.

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